Ascolto orientato alla psicoanalisi lacaniana
Ti spiego il mio approccio
Il primo colloquio
Il primo incontro è un momento di ascolto e orientamento, in cui iniziare a formulare una domanda e comprendere la natura del disagio che porta a chiedere aiuto. Non si tratta di dare risposte immediate, ma di avviare un lavoro a partire da ciò che il soggetto porta.
Il lavoro analitico
Nel corso degli incontri, la parola permette di mettere in luce ripetizioni, impasse, sintomi e modalità di legame che spesso sfuggono alla consapevolezza. Il percorso procede secondo il tempo di ciascuno, senza protocolli standard.
La direzione della cura
La cura non mira ad adattare la persona a un modello ideale, ma ad aprire la possibilità di un rapporto diverso con la propria storia, con il desiderio e con ciò che causa sofferenza.
"Avete agito conformemente
al desiderio che vi abita?"
Jacques Lacan
In cosa consiste il mio lavoro?
Il mio lavoro clinico si fonda sull’ascolto della parola e della singolarità di ciascun soggetto. Ogni persona porta con sé una storia, un modo particolare di soffrire, di amare, di desiderare e di entrare in relazione con gli altri.
Nell’orientamento lacaniano il sintomo non viene considerato soltanto come qualcosa da eliminare, ma come una formazione da interrogare: un segnale che può dire qualcosa del rapporto che ciascuno intrattiene con la propria storia, con il proprio corpo, con il desiderio e con l’Altro.
Il percorso analitico apre uno spazio in cui ciò che si ripete, ciò che fa soffrire o ciò che resta senza parola può essere ascoltato e messo al lavoro, senza ricondurre il soggetto a soluzioni standard o a categorie generiche.
“L’analista non dice al paziente che cosa è bene o male per lui; al contrario, la sua etica consiste nel permettere al soggetto di chiarire la propria passione. […] in un’analisi non si sa mai in anticipo quale sia il bene del paziente, poiché il punto è indagare il desiderio del soggetto.”
Jacques-Alain Miller
01.
Ascolto
La parola come via per avvicinare ciò che causa sofferenza.
02.
Sintomo
Non solo un disturbo da cancellare, ma una manifestazione da interrogare.
03.
Singolarità
Ogni percorso tiene conto della storia e della posizione unica del soggetto